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CENTRO ITALIANO DI MUSICA ANTICA e Riccardo Martinini

con la partecipazione del Museo della Musica di Bologna e SIRAM
presenta

LE CANTATE DI BACH e
INEDITA, opere inedite del barocco italiano
Dall' 8 aprile al 6 maggio 2005
ROMA Palazzo della Cancelleria e Biblioteca Angelica
BOLOGNA Museo della Musica

Dopo aver superato il “quarto di secolo” di attività La “Compagnia” dell'Orchestra Barocca Italiana e del Coro da Camera del CIMA presenta una nuova rassegna di concerti che la vedrà protagonista dal prossimo 8 aprile al 6 maggio a Roma a Palazzo della Cancelleria ed alla Biblioteca Angelica e, a Bologna, nel magnifico nuovo Museo della Musica a Palazzo Sanguinetti in Strada Maggiore.

Ritornano i concerti dedicati alle CANTATE di BACH, che da tre anni la Compagnia di Riccardo Martinini sta proponendo con continuità a Roma, ed il ciclo “INEDITA”, finalizzato alla valorizzazione dei musicisti italiani specializzati nelle prassi esecutive antiche, alla presentazione delle opere più significative dell'epoca barocca, alla riscoperta di pagine rare ed inedite in collaborazioni con le grandi Biblioteche musicali italiane.

BACH sarà eseguito a Palazzo della Cancelleria, antica sede del mecenate Cardinale Ottoboni, centro della produzione della musica barocca a Roma nel primo settecento, mentre il ciclo di concerti “INEDITA” a Bologna.al Museo della Musica e a Rona nel Salone monumentale della Biblioteca Angelica.

I Concerti continuano ad essere proposti dalla Compagnia grazie all'interesse ed affluenza del pubblico e all'intervento della società Siram, che già è stata tra i principali sponsor dell'integrale della Cantate di Bach a Milano.

Le Cantate saranno affiancate da brani strumentali come il Concerto per oboe d'amore, il concerto per violino o sinfonie di cantate e conteranno su solisti di prestigio come Lucy van Dael, Barbara Ferrara, Carmen Leoni, Furio Zanasi, Guya Martinini, Simone Art, Maria Altadill.

La Direzione artistica è di Riccardo Martinini, direttore e violoncellista, insegnate al Conservatorio G.B.Martini, tra i promotori della ricerca filologica italiana, da anni impegnato nel produrre concerti di qualità in Italia. Grazie al suo lavoro, decine di musicisti italiani hanno potuto provarsi nella ricerca, nello studio e nei concerti, confrontandosi con le esperienze dei maestri e colleghi delle principali scuole europee.
E anche quest'anno si esibiranno con la Compagnia musicisti provenienti dalla Schola Cantorum di Basilea, dal Reale Conservatorio dell'Aja, da Concerto Köln, dall' Academy of Ancient Music di Londra, dall' Orchestra del 700 di Amsterdam, ecc.

INEDITA, il 15, 23 e 29 aprile nel Museo della Musica, proporrà Cantate da camera mai ascoltate in tempi moderni di Domenico Gabrielli e Giacomo Carissimi, messe a confronto alle geniali cantate scritte in Italia da Handel, le trio sonate del leccese Pietro Migali, insieme all'opera 3 di Corelli, e trascrizioni dei primi anni dell' ottocento di ouverture di Rossini per flauto, violino e chitarra accanto ad inediti Walzer di Luigi Picchianti su temi celebri rossiniani.
Le opere inedite sono state trovate e trascritte nel Civico Museo Bibliografico di Bologna e saranno recensite sul programma di sala dal musicologo Piero Mioli. I musicisti utilizzeranno strumenti originali.
Le opere trascritte andranno a costituire una Collezione di opere musicali italiane dei secoli XVII e XVIII che sarà edita a cura dello stesso CIMA con la storica casa editrice EDIPAN.

Informazioni dettagliate sulla rassegna di Roma e Bologna, sugli artisti, la compagnia, le attività dell'associazione su : www.cimamusic.net

Sala eventi

INEDITA, 15 aprile, ore 21
MUSEO DELLA MUSICA, Palazzo Sanguinetti Strada Maggiore
cantate inedite di G.Carissimi e D.Gabrielli
Lucrezia di G.F.Haendel
Maria Altadill, soprano

INEDITA, 23 aprile, ore 18, 30
MUSEO DELLA MUSICA, Palazzo Sanguinetti Strada Maggiore
trio sonate inedite di P.Migali
Opera 3 di A.Corelli
La Confraternita dè Musici
Cosimo Prontera,direttore

INEDITA,,29 aprile, ore 21
MUSEO DELLA MUSICA, Palazzo Sanguinetti Strada Maggiore
trascrizioni di opere di Rossini nel primo '800
Inediti di L.Picchianti
Ubaldo Rosso, flauto Carlo De Martini, violino
Francesco Biraghi, chitarra

Museo internazionale
e biblioteca della musica
Palazzo Sanguinetti
Strada Maggiore, 34
40125 Bologna
tel. 051 2757711
fax 051 2757728
museomusica@comune.bologna.it
www.museomusicabologna.it

L'ingresso agli eventi è gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Gli spettatori, prima di accedere all'Area eventi, dovranno ritirare il biglietto (di colore verde) presso la biglietteria del Museo.



Fa parte ormai di una normale conversazione quotidiana parlare di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale del nostro Paese, forse senza neanche renderci conto in maniera sufficientemente consapevole di che cosa significhi valorizzazione dei nostri beni artistici. Di questo tesoro di inestimabile valore fanno parte anche i cosiddetti giacimenti musicali, cioè tutto quel materiale di interesse specificatamente legato alla musica conservato in biblioteche e archivi. Se oggi possiamo goderci un concerto con musiche più o meno conosciute del passato lo dobbiamo non solo a una serie di studiosi e musicisti che con amorevole cura si sono preoccupati di riportare alla luce delle melodie desuete, ma soprattutto a quei luoghi che hanno gelosamente custodito le radici della nostra storia.
Non è cosa semplice fare una mappa di questo patrimonio dislocato in diverse regioni e città italiane, distribuito secondo una variegata situazione istituzionale frutto della diversa realtà sociale e religiosa, dove la vita musicale è stata una costante del procedere umano dal medioevo fino ai giorni nostri. Questa tradizione ci ha lasciato un numero così imponente di luoghi in cui sono conservati i beni musicali da rendere quasi impossibile la loro quantificazione e qualificazione.
Facendo ricorso a una buona dose di schematismo si possono distinguere, nel panorama internazionale, biblioteche a carattere esclusivamente conservativo - che hanno cioè concluso le proprie acquisizioni -, di ricerca - in continua crescita per l'aggiornamento continuo con nuove pubblicazioni dove, accanto ai fondi antichi, per rendere maggiormente fruibile la loro presenza è prevista una serie di strumenti bibliografici di supporto - e didattiche - ad uso prettamente scolastico - generalmente prive di fondi storici, che svolgono una precisa funzione sociale. Soprattutto in Italia, dove le biblioteche sono nate all'ombra di scuole di musica e conservatori, queste tre funzioni non sono distinte e generalmente si sovrappongono creando non poca confusione. La diffusione dei supporti informatici ha comunque reso assai labili questi confini e oggi anche biblioteche che non possiedono fonti musicali di rilievo, grazie all'ausilio di microfilms, di riproduzioni anastatiche e di tutti gli strumenti che offre la moderna tecnologia, possono egregiamente svolgere la funzione di biblioteca di ricerca costituendo, in modo virtuale, quei fondi antichi di cui sono invece prive.
Non sempre la musica è conservata in biblioteche specializzate e molti fondi sono depositati in istituti a carattere generale. Questi nuclei si distinguono per la specificità di carattere storico del materiale con conseguente destinazione prevalentemente alla ricerca musicologica (la maggior parte delle biblioteche storiche contiene fondi storici che abbracciano un percorso piuttosto ampio non solo per quanto riguarda il periodo cronologico, ma anche per generi e forme musicali; è sufficiente citare la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, la Marciana di Venezia, la Palatina di Parma, l'Estense di Modena, la Nazionale di Firenze, la Casanatense di Roma e tante altre). Da questa dicotomia nasce il conflitto tra un materiale che ha assoluto bisogno di una gestione specialistica e quello a carattere generale la cui organizzazione non tiene conto, se non in alcuni casi, delle esigenze del patrimonio musicale.
Vanno inoltre considerate le fonti conservate non solo nelle grandi biblioteche, ma anche quelle depositate in archivi di modeste dimensioni che non possono fare affidamento su personale specializzato.
La tipologia, e di conseguenza la fruizione di questo patrimonio che si può sostanzialmente suddividere in antico e moderno, richiede un trattamento diversificato in quanto il secondo tipo di materiale non avrà gli stessi problemi di conservazione del primo ma in ambedue i casi non va mai perso di vista lo scopo precipuo che è quello di un giusto equilibrio tra conservazione e accesso totale al documento da parte degli interessati.
Un altro problema, perché questo materiale sia fruibile dalla maggior parte degli studiosi e musicisti, è legato alla catalogazione. Norme specifiche si incominciano ad avere, in Italia, abbastanza tardi, precisamente alla fine degli anni Settanta per il materiale a stampa e a metà di quelli Ottanta per i manoscritti. La definizione dei criteri per la creazione di un catalogo uniforme non ha però ancora trovato un'applicazione omogenea nonostante le esigenze dell'immenso patrimonio bibliografico italiano.
La documentazione e la catalogazione delle fonti musicali richiede l'intervento di personale altamente specializzato che di solito non è presente neppure nelle importanti biblioteche con materiale bibliografico corposo e di grande rilevanza storica.
Un discorso a parte meritano gli archivi, soprattutto quelli ecclesiastici, molte volte lasciati nell'incuria più totale se non addirittura avviati verso un processo di distruzione. Ultimamente c'è stata una vera e propria rinascita per l'interesse antiquario che in qualche modo ha coinvolto anche il mercato del libro salvaguardandolo in parte dalla distruzione fisica, ma non da quella culturale.
Sono note le difficoltà finanziarie con cui devono fare i conti le biblioteche - in particolare quelle musicali - italiane e la causa di questa sofferenza è principalmente nel fatto che le istituzioni più importanti sono annesse ai conservatori di musica e non possono essere considerate delle strutture indipendenti che necessitano di adeguati finanziamenti e altrettanto personale competente; nonostante alcune di esse contengano materiale preziosissimo sono considerate alla stregua di biblioteche scolastiche
Da secoli le biblioteche sono le depositarie del nostro sapere, della nostra storia e cultura e questo fondamentale ruolo di trasmissione e conservazione non verrà mai messo in discussione nonostante buona parte del materiale cartaceo sia sostituito da supporti informatici. Questo nuovo aggiornamento tecnologico sta influenzando e continuerà a influenzare il modo di fruire della biblioteca e, di conseguenza, la configurazione architettonica degli edifici stessi in cui queste istituzioni hanno sede.
Uno dei problemi maggiori, oggi, è creare un ambiente con le caratteristiche dello studio di S. Girolamo dipinto da Antonello da Messina (conservato alla Ntional Gallery di Londra). Il santo è raffigurato comodamente seduto nel suo studio attorniato da scaffali di libri disposti, assieme allo scrittoio, su una piattaforma sollevata dal pavimento. San Girolamo ha i suoi volumi a portata di mano, collocati in uno spazio ideale isolato da quello circostante in modo da eliminare quasi completamente le distrazioni del mondo esterno in una idilliaca atmosfera di pace, tranquillità e concentrazione che lascia trapelare una quasi soprannaturale intima comunicativa tra il libro e il suo lettore.
Allo stesso tempo questo spazio deve essere idoneo a contenere un numero consistente di persone e a risolvere i problemi tecnici connessi con la crescita esponenziale del patrimonio e delle informazioni da gestire in modo che la biblioteca possa essere una componente della vita quotidiana; soltanto con una biblioteca fornita, capace di rispondere a qualsiasi esigenza culturale l'uomo può sentirsi veramente cosmopolita.
Il libro da sempre è lo strumento privilegiato per la trasmissione del sapere, la testimonianza di un patrimonio immenso che si è andato accumulando nel corso dei secoli e che l'uomo non potrebbe certamente ritenere solo con l'ausilio della sua limitata memoria, pertanto i libri devono essere gelosamente custoditi come un'estensione della memoria stessa. Nonostante la rivoluzione informatica abbia stravolto il modo di avvicinarsi alla carta stampata e lo schermo ci dia la possibilità di consultare intere biblioteche virtuali, mai si potrà rinnegare il rapporto diretto che si instaura tra lettore e libro e nessuno strumento potrà mai sostituire o surrogare la sua voce interiore.

Annarosa Vannoni